Alberto Podestà designer , art director, autore. Ha disegnato per importanti industrie e abili artigiani. Le sue realizzazioni sono vendute e esposte in ogni angolo del mondo. Appassionato di arte, di ambiente e di storie. Naturalmente anche ottima forchetta. In genere scrive per Zena a Toua di cibo e design, ma questa volta un piatto molto genovese si abbina ad un racconto di fantasia. Buona lettura e buon appetito…

 

 

 




Di argomenti ne avevo davvero pochini, una testimonianza retro datata e per giunta di un testimone anziano e forse poco attendibile. Provai a scrivere qualcosa : Tac, tac, tac…
– Pontedecimo dal nostro inviato. Nella giornata odierna sono stato testimone di un fatto sconcertante, che mai avrei pensato di vivere. Sulle alture di Cesino un gruppo di coltivatori attirati da versi agghiaccianti e sempre più forti provenienti da un cespuglio di un campo che accudivano hanno scorto un essere immondo.
Senza esitare hanno dapprima scoperto e poi ucciso con i ferri del loro duro lavoro un enorme sauro, risultato poi essere un moione o meglio un “moion” in lingua locale. Una volta ucciso, alla presenza dei carabinieri della locale stazione e di esperti veniva praticata un’autopsia. Dalle viscere del mostro uscivano nell’ordine i resti di un coniglio, di alcuni topi e persino l’arto di un ungulato con lo zoccolo! Nell’aria un lezzo indescrivibile. Ai coltivatori polceveraschi, sprezzanti di ogni pericolo e privi di timore se non quello per il Padre Eterno, fulgido esempio delle genti di questi luoghi tutta la nostra gratitudine. G.C.




– Che articolone! Pensai, peccato che era inventato di sana pianta e così mestamente appallottolai la velina e feci un bel canestro nel cestino di vimini che era al lato del tavolo. Intanto si era fatta l’ora della cena. Quella sera servirono una minestrina e per secondo piatto delle “tomaxelle” una ricetta tipica di questi luoghi, dei rotolini di carne legati con del filo e al loro interno un ripieno, servite con un condimento di passata di pomodoro. Come mi misi a tagliarli con il coltello il pensiero corse subito a quanto avevo da poco scritto a proposito del moione. Buon appetito!

 

Le tomaxelle sono un piatto tipico anche se un po' desueto a base di carne molto pregiata

Tomaxelle.
Fate ammorbidire i funghi in acqua tiepida, strizzateli e tritateli. Amalgamate la carne di vitello tritata con metà funghi, l’aglio tritato, la mollica bagnata nel latte e strizzata, il prezzemolo e la maggiorana ben tritati, le uova, il formaggio, sale, pepe. Su ogni fettina mettete un po’ di ripieno, formate degli involtini, fissateli con uno stecchino. In un tegame scaldate il burro con un filo d’olio e un pizzico di pepe, rosolatevi i rotolini. Spruzzateli col vino e fatelo evaporare. Unite il concentrato diluito in poco brodo e i restanti funghi tritati, cuocete 20 minuti spruzzando, se occorre, brodo caldo. Ritirate, eliminate gli stecchini, mettete i rotolini sul piatto da portata, insaporiteli col sugo di cottura filtrato. Servite le vostre tomaxelle.
(fonte Cucchiaio d’Argento).
tratto da “Il Moione” Alberto Podestà

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