Alberto Podestà designer , art director, autore. Ha disegnato per importanti industrie e abili artigiani. Le sue realizzazioni sono vendute e esposte in ogni angolo del mondo. Appassionato di arte, di ambiente e di storie. Naturalmente ottima forchetta!

“ E dopo tutto in cucina si ramazza”
Capite da voi che per ragioni di stile nel titolo ho dovuto usare un altro sostantivo ( di gergo più militaresco) e non usare il termine scopa, inteso come utensile e non gioco di carte.
Ebbene oggi proprio di questo antichissimo attrezzo per la casa vi voglio parlare.
Ma in un contesto come quello di Zena a toua fatto di piatti e prelibatezze, di suggerimenti per locali e ricette e così via, vi domanderete cosa c’entra la scopa?
E invece eccome se c’entra, “c’azzecca” proprio! In cucina prima di tutto la pulizia.

Scopa e ramazza

Come stavo dicendo la scopa è vecchia quanto l’uomo.  I primi esemplari dei semplici rami di piante ericacee, come l’erica scoparia, o ancora più tardi il ginepro o la famosa (ancora oggi apprezzata) saggina.
Alla scopa si è sempre attribuito svariate simbologie e leggende. Si è passati dal bene augurante gesto di cacciare gli spiriti maligni a quella magica cavalcata dalle streghe compresa quella decisamente più benigna come la Befana.
Ancora oggi si usa regalare a capodanno delle piccole scope ornamentali. In alcuni casi persiste l’usanza di appenderne una piccola alla porta di casa soprattutto delle coppie novelle.
A pensarci bene la scopa è la prima cosa che ci portiamo entrando in una casa nuova.
Di seguito ho scelto per voi una carrellata di scope adatte ai più svariati gusti. Scopa e ramazza.

 

 




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