cucina medievale genovese

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . Ultimo è arrivato  “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini.  SALUCCI  SUL WEB

 

 

 




Giunse dal ponente a San Pietro dell’Arena quel giorno di maggio del 1859 il giovane Piero d’Acquarone. Arrivava da Porto Maurizio per trattare in piazza delle Oche presso un grossista di Genova una partita di oli. Il viaggio era stato lungo e stancante, confortato solo dalla visione dei litorali in fiore in quel periodo.
Ovunque era l’olezzo di gelsomini, glicini, arbusti colorati ed erbe spontanee. Vide subito in lontananza il faro prospiciente il mare, quel giorno particolarmente increspato. Percorse a piedi la strada sotto la ferrovia e si trovò dinanzi ad uno spettacolo dantesco.
Sotto la strada ferrata erano stati ricavati quattro enormi forni a legna che lavoravano incessantemente, con un brulichio di uomini che, a guisa di formiche operaie, infornavano gli impasti di pane.
Altri gettavano legna .Altri ancora prelevavano e riponevano i filoni di pane grosso nelle ceste, altri ancora portavano via il pane fumante, riposto nei vimini. Un cartello in legno campeggiava sull’ingresso di quella incredibile catena di lavoro umano: “Boulangerie volante de l’armée d’Italie a Genes” (Panificio da campo dell’esercito d’Italia a Genova). Proprio a Sampierdarena.
Un signorotto in panciotto brizzolato si avvicinò a Piero: “Ha visto? Che grande popolo, questi francesi. leggevo or ora che in città abbiamo oltre centomila soldati, novemila cavalli, trecentocinquanta pezzi d’artiglieria! Che grande popolo questi francesi! Li guardi, li guardi, come sono fattivi e veloci. Che organizzazione! Non ci avessero insegnato loro a mangiare le patate, qualche decennio fa, saremmo già morti di fame!” Piero annuì ed abbozzò un sorriso. Il suo cliente aspettava. Si incamminò verso la Creuza dei Buoi in mezzo ad una fiumana di soldati in divisa con i loro pennacchi colorati…A Sampierdarena.

 




 

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