Marco Benvenuto
Proprio nel cuore del quartiere genovese di San Fruttuoso, c’è “Il pestello d’oro“, una trattoria  di cui , colpevolmente, avevamo trascurato la presenza a due anni dall’apertura.   Qui il pesto è davvero d’autore e il motivo è semplice: è buono. Ma poi c’è anche una storia di famiglia che si collega davvero alla storia mondiale del pesto sotto forma di vittoria, arrivata nel 2014, da parte di Alfonsina Trucco, la nonna di famiglia. Successo iridato giunto in occasione della competizione  che ogni due anni laurea il pesto più buono nella kermesse mondiale organizzata al Palazzo Ducale di Genova.

 

Pesto e non solo, nell’ampio locale di Via D’Albertis. Abbiamo assaggiato le loro specialità, alcune perché sono davvero tante, rigorosamente genovesi. Lo abbiamo fatto nel bel giardino che fa da valore aggiunto al locale. Il menù è davvero ampio, ci sono anche piatti non della tradizione, ed è possibile anche degustare una vasta platea di pizze.

 




 

 

Oltre alla qualità dei piatti , ci ha colpito l’estrema capacità di coniugare la qualità delle proposte con il prezzo dando davvero valore al concetto di costo qualità  Non possiamo non sottolineare, a beneficio di quanti ci leggono, che non c’è prezzo di una portata in doppia cifra, sopra i 10 euro.
Nel dettaglio abbiamo assaggiato un mix di cuculli” davvero fragranti e realizzati in frittura leggera. Identico discorso possiamo fare per le “panissette” che hanno superato la prova della carta di portata: schiacciate non hanno buttato fuori l’olio macchiandola oltremisura.

Andrea Baghino de “Il pestello d’oro” realizza per noi il pesto al mortaio

 

 

Un applauso e una nota per la “Pasqualina” che viene realizzata nella versione, più facile al palato, di “cappuccina” ma che è dotata di grande equilibrio.

 

 

Magic moment per l’arrivo delle trenette al pesto con patate e fagiolini, servite nell’ampio mortaio utilizzato per la realizzazione della salsa verde da “maestro” Andrea Baghino. Tutto scenograficamente perfetto con contenuti di grande valore. Un pesto equilibrato, adeguato alla ristorazione, non certamente “maleducato” nella presenza di aglio. Perfetto.
Difficile resistere alla tentazione di un assaggio di pansoti in salsa di noci e di ravioli con ” u tuccu” di realizzazione tradizionale e dalla lunghissima cottura. Tutte portate che possono essere iscritte a buon diritto nel manuale alla voce “Ti porto a conoscere la cucina genovese”.

 




 

 

Che dire: il locale merita davvero. Una realizzazione dei piatti della tradizione davvero senza sbavature e con molte eccellenze. Lo scontrino è davvero interessante in rapporto all’alta qualità offerta. A nostro avviso “Il pestello d’oro” rientra a buon diritto nella top five delle proposte tradizionali genovesi.

 

 

Lo staff de “Il pestello d’oro” con Marco Benvenuto e l’esperta di cucina Laura Gambardella

 

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