Alberto Podestà designer , art director, autore. Ha disegnato per importanti industrie e abili artigiani. Le sue realizzazioni sono vendute e esposte in ogni angolo del mondo. Appassionato di arte, di ambiente e di storie. Naturalmente ottima forchetta!

“Una sedia è un oggetto molto difficile. Un grattacielo è quasi più semplice”. Così sentenziò l’architetto tedesco Mies van der Rohe in un articolo del Time nel febbraio del 1957.
Chissà se 150 anni prima ebbe lo stesso pensiero il marchese Stefano Rivarola l’allora presidente della Società economica chiavarese quando spronò l’ebanista Gaetano De Scalzi detto il “Campanino” a inventarsi una sedia di successo!

 

Il Maestro fu tanto abile quanto caparbio che ottenne un prodotto  in grado di resistere al tempo e a dare la stura a un distretto di produzione universalmente riconosciuto, quale appunto quello della sedia di Chiavari.
Nel periodo di massimo fulgore a Chiavari e nel suo circondario erano più di 600 gli addetti alla produzione.

 




Tanto ammirata da poter sfidare la più nota fino ad allora “Parigina” sottolineando la sfida e le sue origini nel nome ovvero “ Chiavarina”.

 

Parafrasando un vecchio adagio potremmo aggiungere che Chiavari non aveva solo il mare in più rispetto alla capitale francese ma anche una signora sedia!
Con la tradizione sediaria della città del Tigullio si sono nel tempo cimentati fior fiore di architetti e designer e ancora oggi molti di loro si rivolgono ai maestri ancora in attività per farsi realizzare i prototipi.

 

Il più noto senza dubbio Gio Ponti che nel 1957 diede vita a uno dei suoi più celebri prodotti la sedia Superleggera, frutto di ben otto anni di ricerche ed esperienze a Chiavari.

 

Oggi la città è impegnata nella creazione di una struttura museale che troverà spazio nei locali della storica attività di Guido Rocca. E dove la chiavarina troverà il suo momento più alto.

 

Accanto alla storia della chiavarina raccontata, quella vissuta di tutti i giorni con figure come quelle di Adriano Podestà e della sua erede Stefania, dei fratelli Levaggi e di un cultore e cantore delle vicende artistiche di Chiavari come Franco Casoni.

 




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