“Oriana Mariotti lavora nel mondo dell’informazione radio-televisiva da quando aveva solo 17 anni. Giornalista e psicologa, è editrice del magazine  Le cronache della Bellezza, dove si occupa di benessere psicologico e fisico, empowerment femminile ed informazione positiva. ” Oriana Mariotti ci spiegherà, settimana dopo settimana, come mangiamo, perchè mangiamo…Parleremo della bellezza del cibo e delle sue storie. I colori dei “piatti”, i profumi: come ci seducono e perchè?

 

 




 Ricordo ancora quando, a tre anni, le suore dell’ospedale m’ ingannarono: dovevo essere operata di tonsille, ma non volevo staccarmi da mia madre. Le chiesero allora quale fosse il mio cibo preferito e lei rispose: “Il purè di patate”, e fu proprio questo piatto a causare la rescissione totale delle mie tonsille, adenoidi comprese.
Fortunatamente il cremoso contorno a base di latte, burro e patate mi piace ancora e non mi evoca ricordi infelici; cosa, piuttosto, mi faceva amare tanto quel cibo era il suo sapore materno, la sua cremosità, la sua consistenza – né troppo liquida né troppo densa – , la giusta sapidità e quel pizzico di noce moscata che gli dava “quel qualcosa in più”. Inutile dire che è così ancora oggi, e che la pietanza è ormai indissolubilmente legata ai miei ricordi d’infanzia.
Ma ci sono delle prove scientifiche che dimostrano quanto consistenza, forma , colore e odore influenzino le nostre scelte quando si tratta di decidere cosa mangiare.
Immaginate un piatto tondo, bianco, non troppo ampio, con una porzione di tiramisù spolverato di cacao. Provate, ora, ad immaginare lo stesso tiramisù su un piatto più largo, quadrato e nero. Quale scegliereste di mangiare? Gli esperti sostengono che si sia portati a preferire i cibi serviti in piatti circolari e che il nero non faciliti la degustazione del dolce, bensì sia più indicato per consumare piatti salati e di piccole porzioni come il sushi. Il bianco, invece, incrementerebbe la percezione di dolcezza del 15 per cento e quella del gusto del 10 per cento, mentre le piccole dimensioni del piatto favorirebbero il senso di sazietà durante la consumazione dei dessert.
Il grande designer ed artista Bruno Munari, del resto, sosteneva intelligentemente che “Un disco, poggiato su di un piano, non si può metterlo in disordine; perciò quasi sempre i piatti sono rotondi: è più semplice disporli sulla tavola. Se fossero esagonali, quadrati, ottagonali, rettangolari, creerebbero problemi di allineamento e messa in ordine che complicherebbero la preparazione della tavola da pranzo”.

 

 Come dargli torto? Ma ci sono comunque altre caratteristiche da tenere presenti; ne parleremo presto!

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