L’America del Sud ha un enorme potenziale nella produzione di vino. Tra  i fattori che più la rendono forte, sicuramente vi è il basso costo della manodopera, ma anche un clima e un suolo favorevole alla coltivazione della vite. La cultura enologica europea (e italiana) ha creato e lasciato molto in Sud America, fin dagli anni delle grandi immigrazioni, verso la fine del 1800. Tanto che a volte gli “allievi” hanno saputo superare i maestri, merito del lavoro e delle grandi risorse naturali. Oggi nel Sudamerica vi sono due aree che in fatto di vino hanno molto da dire, l’Argentina ed il Cile, entrambi riconosciuti come primissimi produttori al mondo.
Quando si parla di Argentina viene subito in mente il Malbec, un vitigno originario della Francia, dove è ancora coltivato in piccola parte nel Bordeaux e nel sud (Cahors). Questa vite ha ritrovato una sua dimensione ed un prestigio grazie all’ottima e intensa produzione nella zona di Mendoza.

 




L’incontro si svolgerà venerdì 2 marzo e avrà inizio alle ore 20.15 presso il Salone Conferenze di Ascom Via Cesarea 8 Genova.
Il Cile è il principale produttore di vino del Nuovo Mondo, che ormai costituisce una realtà consolidata dell’America del Sud. Qui si trovano viti su piede franco che hanno un’età elevata. Possono arrivare  in certi casi anche a 100 anni. Il suo clima, costantemente soleggiato, è rinfrescato dalle correnti di aria fredda che arrivano dalle Ande e l’escursione termica tra giorno e notte è ampia. Sono fattori   questi che favoriscono la concentrazione di profumi nei vini. Il vitigno più coltivato è il Cabernet Sauvignon, ma danno ottimi risultati anche il Merlot e il Carmenere , vino simbolo del Cile, salvato dall’estinzione al momento della fillossera che ha flagellato i vigneti in Francia.
Molto meno noto degli altri sudamericani, il vino dell’Uruguay merita un dovuto rispetto per la sua tipicità.  Le aree vinicole uruguagie godono di un clima marittimo simile al Bordeaux. Il vitigno principe di questo territorio è il Tannat, quello ben conosciuto nella zona del Madiran ad ovest del Bordeaux. Infine la sua coltivazione occupa circa un quarto della superficie totale vitata. E come il genitore francese dà vini corposi e austeri facilmente abbinabili alla cucina del luogo a base di carni rosse.
Guidati da Federico Bruera, massimo conoscitore e importatore dei vini del Sudamerica, coadiuvato dai Docenti Sommelier della Fondazione Italiana Sommelier Liguria andremo a degustare:
– Finca Sophenia Altosur Malbec 2016 (Mendoza – Argentina)
– Catena Zapata Catena Alta Malbec 2014 (Mendoza – Argentina)
– Fin del Mundo Reserva Malbec 2015 (Patagonia – Argentina)
– Vallisto Malbec 2011 (Salta – Argentina)
– Erasmo Cabernet Merlot 2010 (Valle del Maule – Chile)
– Bodega Garzon – Reserva Tannat 2015 (Garzon – Uruguay)

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