Scriveva Eugenio Montale ” Quando un giorno da un mal chiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni, e il gelo del cuore si sfa. “Eugenio Montale in questa preziosa descrizione sa bene di quali limoni si tratta. Sono quelli della sua Monterosso, della famosa villa di via IV Novembre, attualmente di altri fortunati proprietari. È detta ancora Villa Montale, riconoscibile per la torretta e le palme nella baia del Gigante, una statua in cemento alta 14 metri dello scultore Minerbi e dell’architetto Levacher. Fu eretta nei primi anni del ‘900. I limoni del luogo hanno un sapore intenso e deciso che i vivaisti monterossini hanno inteso riprendere nei decenni con continui reinnesti. Tuttavia, a chi si chiede, viene risposto che il segreto starebbe principalmente nel microclima della zona. Quegli stessi limoni che pittori come Telemaco Signorini e Renato Birolli venivano a dipingere da Manarola negli orti scoscesi di Monterosso. Qui, dove “… delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l’odore dei limoni… “