cucina medievale genovese

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . Ultimo è arrivato  “Forti pulsioni” (2018) dedicato Niccolò Paganini. SALUCCI  SUL WEB

 

 

 




Un inglese è sempre un inglese, anche quando è fuori dal Regno. Per questo a Genova le numerose spose inglesi qui residenti furono invitate ad ordinare, ritirare presso la Libreria Internazionale Le Boeuf di via Cairoli (ex Libreria Bozzi, la libreria più antica d’Italia) e leggere il libro “Mrs. Beeton’s House hold Management” di Isabelle Beeton .
Un libro composto da 800 illustrazioni, 4000 pagine , 300 capitoli riguardanti il comportamento da tenere con la servitù, l’etichetta, l’educazione, la famiglia nonché i rapporti con la gente del posto qualora fuori dai confini del regno, in questo caso a Genova con gli indigeni genovesi. Un inglese è sempre un appartenente al Regno. Tutte le signore inglesi trapiantate in Genova si recarono all’epoca in via Cairoli ad acquistare il libro pagabile in moneta del regno, ovviamente: costo 16 scellini e 6 pennies. Una vera dama inglese deve essere deferente verso la nobiltà a cui si rivolge e prima di anticipare qualsiasi dialogo, proferire la sua carica, sia esso un principe, un marchese oppure un duca. Al lattaio ci si rivolge dicendogli : Master! Una vera donna inglese è sempre pulita e sorridente. Esclusivamente quando si trova sola, in una pausa dei conti del carbone, può fumare una sigaretta senza essere vista. Il testo prosegue in un incalzare vittoriano. Ben 2500 ricette di cucina ed infine, immancabile, l’etichetta da tenere nell’operazione dell’ora del the, momento irrinunciabile della giornata . Rigorosamente alle 5 pomeridiane: panini caldi, testina di vitello, aringhe, biscotti. Una vera inglese all’ora del the mette a suo agio i commensali non parlando e limitandosi a chiedere raramente “Ancora un pò di the?”

 




 

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