La Ruota a Nervi
Ci sono ristoranti che stanno nell’immaginario del territorio a cui si riferiscono. Per il Levante genovese, ma non solo, la Ruota a Nervi  è sicuramente un luogo del cibo per eccellenza.

 

 

Non a caso la trattoria, nel senso più nobile e completo del termine, si esprime su livelli  d’eccellenza da mezzo secolo. Cinquant’anni: proprio così e di onoratissimo servizio. Proprio il caso di dirlo “50 e non sentirli”, per questa sacrestia del gusto laico che sempre si rinnova senza nulla cedere al moderno.
La Ruota a NerviC’è tuttavia un piatto, tra i molti e speciali in carta, che ha solleticato la nostra fantasia. Stiamo parlando di una proposta che oggi appare anche un po’ fuori dai tempi. Parliamo del cocktail di gamberi che ricordavamo su più tavoli negli anni Ottanta. Ecco ci pare di dire, e da qui saremo smentiti, che a La Ruota a Nervi  si celebri questo rito in solitaria rispetto ad una proposta ormai pressoché dimenticata.

 

E poi, ma qui siamo al caso personale, la contentezza di vederlo servito in una coppa assolutamente retrò e, per questo, ancora più assolutamente perfetta. Temperatura di servizio ottimale senza geloni di frigo o inopinati passaggi al calore. Temperatura ambiente senza dubbio alcuno. 
Potremmo anche aggiungere che ci è stato proposto un meraviglio assaggio di risotto d’invenzione dello chef, dalla ricetta assolutamente vegetariana. Un persistente retrogusto di fungo su una base croccante di sedano reso fluido da una presenza, per nulla ingombrante, di panna. 

 

Il servizio è puntuale  e preciso e i vini in carta denotano ricercatezza nella composizione della medesima. Prezzo adeguato alla qualità, ma è consigliabile anche sotto questo aspetto. 

 

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