Manuel Cabras, STREET FOOD A GENOVAQuelli bravi lo chiamano “street food”, a Genova si è sempre detto “mangia in tu pape cum-me i gatti”. Basta mettersi d’accordo, anche perché il “mangiare di strada” ha paternità documentale all’ombra dei carrugi. Si snoda  tra friggitorie e antiche sciamadde ( che in lingua genovese vuol dire fiammata come quella del forno a legna). Bene ha fatto la brava cronista del Secolo XIX Beatrice D’Oria, sempre attenta ai gusti in divenire all’ombra della Lanterna, a spulciare all’interno dell’ultimo libretto con cui il “Gambero Rosso” ha premiato i migliori street food italiani del 2017. Tra questi anche quelli liguri e  genovesi.

BEATRICE D’ORIA E LO STREET FOOD

Una bella soddisfazione, visto che, invece, la Guida Michelin, recentemente presentata, è stata matrigna di stelle con i ristoranti genovesi. Segno che a Genova, e in Liguria ovviamente, la tradizione enogastronomica è forte, c’è ed è viva. Tanto che un sito prestigioso come “Hometogo”, aveva inserito Genova tra i principali punti street food d’Italia.

Di recente, proprio Zena a Toua, aveva parlato della visita del grande chef mediatico della tv del Gamberone, Max Mariola. Era venuto a Genova per realizzare la focaccia al formaggio con Lorenzo Brichetto, uno dei premiati e titolare di “Strakkino”, in via Porta degli Archi, in pieno centro di Genova.

GAMBERO ROSSO DA STRAKKINO

STRAET FOOD A GENOVA Gambero rosso Max MariolaNella classifica del Gambero, ripresa dal Decimonono, ci sono tutti i punti storici genovesi: Antica Sciamadda, Bruciamonti, Carega, Masetto e Gran Ristoro tra gli altri, passando anche per il ponente voltrese, con Priano e la sua focaccia. Il vincitore in assoluto, sta a Recco,invece, ed è Moltedo. Ma lì siamo nella patria della focaccia al formaggio.




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