“Oriana Mariotti lavora nel mondo dell’informazione radio-televisiva da quando aveva solo 17 anni. Giornalista e psicologa, è editrice del magazine Le cronache della Bellezza, dove si occupa di benessere psicologico e fisico, empowerment femminile ed informazione positiva. ” Oriana Mariotti ci spiegherà, settimana dopo settimana, come mangiamo, perchè mangiamo…Parleremo della bellezza del cibo e delle sue storie. I colori dei “piatti”, i profumi: come ci seducono e perchè? Ce lo spiega la nostra “psicologa nel piatto”.
Tra cibo e psiche esiste un legame molto stretto Questo a partire dai bisogni fondamentali del bambino appena nato che per prima cosa cerca il seno materno per nutrirsi. Si passa così da bisogno di cibo di ogni essere vivente, che è essenziale per nutrirsi, sino all’uso più velleitario, se così possiamo dire, dei cibi per appagare il nostro palato.
Il cibo come appagamento psicologico è oggetto di molti studi e di molti dibattiti. Questo perché spesso chi vuole perdere peso deve fare i conti con quel bisogno quasi compulsivo di mangiare pietanze appaganti. Si scelgono così dolci, cioccolato, creme e cibi ricchi di carboidrati, che stimolano la produzione di endorfine e la sintesi di serotonina facendoci sentire più rilassati e felici. Ma anche perché la consistenza cremosa e burrosa appaga i sensi.
Molte persone soffrono della cosiddetta “fame nervosa”.
Si tratta di un meccanismo che scatta per compensare delle carenze che si possono avvertire ad esempio sul piano affettivo. In definitiva una compensazione che aiuta a consolare il nostro organismo e la nostra psiche quando ci sentiamo giù di tono e di umore depresso.
Diciamo che spesso un buon piatto di pasta o una fetta di pane e Nutella può essere molto più appagante di una bistecca o di altro cibo meno grasso e goloso, perché ci coccola. E si sa, le coccole e gli abbracci sono fondamentali per la nostra salute; quelli veri in primis, e quelli “golosi” giusto una volta ogni tanto, per non sovraccaricare il nostro organismo.
Ma il cibo è anche un ottimo veicolo di condivisione. Non a caso mangiare assieme ad altre persone, condividere un momento importante come quello del pasto con gli altri, ci rende più gioviali ed allegri. Insomma: cibo condiviso.
Un esperimento di cibo condiviso con i più piccoli
In particolare, un esperimento condotto dall’associazione Action Against Hunger, che si occupa di sconfiggere la fame nel mondo, ha dimostrato quanto i bambini siano generosi fra loro, facendo sorprendere più di una persona.
Nel video sono ripresi i momenti salienti dell’esperimento, in cui 10 coppie di bambini vengono accompagnate da una ricercatrice ad un tavolo da cucina sul quale sono presenti due piatti coperti. Ai bambini viene detto : “Faremo delle foto, ma il problema è che il fotografo è in ritardo. Vado a cercarlo così’ potremo scattare; nel frattempo potete fare merenda. Vado e torno in 5 minuti, voi contate sino a tre e poi sollevate il coperchio del vostro piatto”. La “sorpresa” è che ad uno dei bambini viene fornito un tramezzino, mentre all’altro un piatto tristemente vuoto. Quim di cibo condiviso, poco o nulla….
Dopo un primo momento dii smarrimento, viene spontaneo a tutti i bambini testati,che hanno trovato il panino nel piatto, porgerne la metà al loro compagno di tavolo. Una condivisione della merenda che avviene spontaneamente, senza influenze esterne, perché i bambini non sanno che sono ripresi da una telecamera e credono di essere soli.
Decisamente un esempio da cui noi tutti dovremmo imparare, non credete? Condividiamo ciò che abbiamo e ciò che mangiamo e saremo più felici.
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Diciamo che spesso un buon piatto di pasta o una fetta di pane e Nutella può essere molto più appagante di una bistecca o di altro cibo meno grasso e goloso, perché ci coccola. E si sa, le coccole e gli abbracci sono fondamentali per la nostra salute; quelli veri in primis, e quelli “golosi” giusto una volta ogni tanto, per non sovraccaricare il nostro organismo.






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