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di Marco Benvenuto
Dall’Agnese pesto e ricordi. Ci torni, dopo trent’anni almeno: certo l’abito è cambiato e l’Agnese non è più a Vicomorasso, quando dovevi attraversare i binari della ferrovia Genova Casella e poi lungo la salita, appena deviando sulla strada che porta a S. Olcese. Ma apri la porta, che si affaccia su Via Giro del Vento a Bolzaneto, e l’impressione è sempre la stessa: di antichi sapori genovesi.




E sono storie di gusti  conquistati, giorno dopo giorno, attraverso la paziente scelta dei prodotti della nostra terra: i formaggi di Rossiglione, dell’entroterra dell’Aveto o le farine antiche di Serra Riccò e dintorni. Impegno che poi si riversa in tavolo o nei menù dove ritrovi piatti che pensavi perduti o che non avevi più incontrato da tempo.
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E ti approssimi a questa messa laica con il fervore di rito se, poco dopo il “buonasera”, hai già in tavola una mostardella fresca come “entrata”. Inizi ad affettarla spezzando i panini alle trebbie di birra  realizzati impastando quelle prodotte dagli amici del birrificio Maltus Faber.
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Non ampia la carta dei vini ma di assoluto rigore e salta fuori un Rossese ponentino che scegliamo subito senza indugio.
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Anche perché ci pare doveroso per accompagnare dei gnocchetti di patata quarantina con un pesto che sapevaMo essere tra i migliori a Genova. E non è cambiato, ancora come qualche decennio fa.
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Non facile la scelta dei secondi che la carta prevede numerosi ed invitanti come la costata in salsa d’acciughe. Ma lo avevano già battezzato al momento di aprire il menù e non deroghiamo: il piccatiglio lo pensavamo dimenticato e invece da Agnese lo realizzano nella sua versione che prevede la noce di vitellone e poi il rituale rosso d’uovo a fine cottura. Insieme alle patate all’aggiadda: binomizzazione di assoluto delirio palatale.
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Per il dessert scegliamo uno zabaione vellutato, che vediamo realizzare nella bella cucina a vista: spumoso con il corretto gradiente  di Marsala, accompagnato con una naturale declinazione al moscato di Pantelleria.
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Al momento dell’amaro, una lieta sorpresa per noi partigiani del Santa Maria. Ci facciamo convertire al “Soldatini”, della distilleria Gualco, oggi a Silvano d’Orba, ma di antica derivazione sampierdarenese. Si tratta di un’aroma delicatamente deciso, oggi proposta seminascosta ad osti poco avveduti.
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Facilità di parcheggio in una zona facilmente raggiungibile. Il conto più che abbordabile: alle condizioni descritte 34 euro.
Agnese
Via Giro del Vento 56 – tel 010-7454446

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