Una miscelazione d’autore riflessa in piatti che esprimono combinate magie. Ci vuole poco, almeno all’apparenza, per mettere insieme una serata di grande spessore qualitativo. Testimonianza ne è quella che è andata in scena a La Cantina Clandestina di Salita Pallavicini, nel cuore del centro storico genovese. Questa edizione di Chef&cocktail, con i piatti de La Cantina e i cocktails di Roberto Maone,  era ricca di premesse che, nel corso della serata, da ipotesi si sono trasformate in genuine certezze. 

(ProtoCover)
Perfetti padroni di casa Barbara Adenè e Claudio Schiaretti nel proporre gentilmente i loro piatti ad interfacciarsi con i cocktails creati da Roberto Maone (Bar Roby 2.0) e proposti insieme a Giulio Tabaletti (Gradisca Café).
Un percorso di gusto che ha incontrato i favori della numerosa platea ai tavoli e che ha avuto in Stefano Strano un garbato dicitore di questa edizione di Chef&cocktail. Una guida  che ha saputo indirizzare la degustazione dei vari cocktails attraverso una quantomai opportuna aneddotica.
Chef&Cocktail
Roberto Maone (foto PhotoCover)
La serata si è aperta con un promettente e voluttuoso “Cono di benvenuto” dove un flute di “Bollicine ai fiori di sambuco” ha duettato in modo sapiente con cuculli, verdure e acciughe del golfo di Camogli.
 
Ad accompagnare una sublime “Tartare di tonno al maracuja” una delle creazioni di Roberto Maone, il “Think Pink” che abbina succo di lime, miele, vodka Mary White, liquore al frutto della passione aromatizzato alla liquirizia.
Spettacolare il cocktail più antico tra quelli iideati da Roberto: il “2.0”. Un infuso di melograno  e liquore alle erbe, Vodka Mary Whyte e Indian Tonic J Gasco che la cucina de La Cantina Clandestina ha sposato con un coinvolgente “Tortello di melenzane” su bisque di gamberi.
(PhotoCover)
Gusti decisi quelli della proposta che ha visto specchiarsi per intensità il “Trancio di salmone in salsa teriaki” e un “Old School”. Una preparazione che rimanda direttamente all’epoca del proibizionismo.
Forse è questo il cocktail più intenso tra quelli proposti da Roberto Maone nel corso della serata. Lo giustifica la composizione quasi alchemica con Vodka Mary White, shrub ai frutti rossi e spremuta di pompelmo rosa.
(PhotoCover)
In fondo, il dolce…Naturalmente. Sapiente la  morbida e coinvolgente “Bavarese alle pesche” accompagnata dall’alchemico “Luna calante”. E’ questo un  preparato con liquori alle erbe, succo di lime e albume d’uovo: per certi versi un sour molto ligure.




Insomma, un finale con applausi a scena aperta per un  Chef&Cocktail che più di così…

 

Fotoservizio a cura di PhotoCover

 

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