G’HO FAMME TRIP ADVISOR ALLA GENOVESE

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Nasce da un’espressione tipicamente genovese che indica sano appetito il titolo di un blog molto bello, utilissimo e ben curato. Si chiama “G’ho famme” (ho fame) questa autentica enciclopedia del gusto curata  da Monica Venturini, bravissima food blogger genovese. Uno spazio  estremamente dettagliato, dedicato ai luoghi del cibo, assolutamente da consultare prima di portare una persona, o noi stessi, al ristorante.

monica venturini
Monica Venturini

Le schede dei vari locali che si susseguono sulle pagine di G’ho famme, sono utilmente dettagliate, variegate anche dal punto di vista dell’accessibilità economica, ricche di considerazioni personali che possono essere estremamente utili al momento della scelta del ristorante cui affidare il nostro stomaco ed il nostro portafoglio. Sicuramente accattivante e di facile lettura la parte grafica, curata da Mattia De Martis. Insomma un blog davvero interessante, da cui trarre spunti  sicuramente opportuni per non rimanere troppo tempo a dire “G’ho famme”.

DA MANGIABUONO SI MANGIA BENE

Se scendi da Matteotti verso Sarzano, quando imbocchi Vico Vegetti,  incroci Mangiabuono e il cuore si solleva prima che ad essere sollevati siano ben più viscerali ma certo  meno poetici languori.

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Il locale offre ancora una genovesità sincera nei pochi tavoli a disposizione (circa una ventina di coperti) e negli arredi disposti in due salette distinte sui tavoli delle quali trovi i menù scritti su carta paglierina tipica dei macellai.

Scritti a penna trovi i piatti della tradizione genovese e il vino lo puoi consumare a bottiglia o a “gotto”.

Abbiamo visitato questo locale in due distinte occasioni e non siamo mai stati traditi.

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A farla da protagonista, in un’occasione, è stata la polpetta. Meraviglioso impasto di carne di primissima scelta morbidamente affogata in un ordinatissimo caos di sugo e piselli.

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In una precedente occasione avevamo assaggiato le tradizionalissime Tomaxelle e, anche nell’occasione, la qualità della materia prima e la sapiente regia in cucina avevano sortito il medesimo risultato di gustosa morbidezza.

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In entrambe le visite non ci siamo fatti sfuggire i ravioli. In un’occasione con il classico “tuccu” e nell’altra con un fondo di brasato: mirabile esempio di quale livello possa toccare in cucina la nobile arte del riciclo.

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In periodo pasquale non ci siamo sottratti alle tentazione rappresentata da una generosissima porzione di agnello con i carciofi. Anche in questo caso perfetti equilibri ed una  ricerca,come marchio di fabbrica, di materie prime di alta qualità.

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Non potevamo mancare all’appuntamento con lo stoccafisso accomodato che qui trova una sua iconografica rappresentazione.

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Il locale si trova in Vico Vegetti 3r. vicino a Piazza San Bernardo. Non sono previste le prenotazioni e Mangiabuono è aperto sia a pranzo che cena. Il conto è favorevole dal punto di vista costo qualità. Riuscite a mangiare due portate con una bottiglia di vino a 23 euro.

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AL PIT STOP LA SOSTA E’ D’OBBLIGO

Non c’è bisogno di dover fare un cambio di gomme se si passa dalle parti di Struppa. Il Pit Stop lo potete fare più comodamente posteggiando la vostra auto al 131 -133 r. di Via Struppa ed entrare nell’omonimo locale che sta proprio a 100 metri dal capolinea del 13. Cercate di Carolina Guarnieri che da un paio di anni ha allestito e cura con amore questa trattoria: attenti sono molto orgogliosi di questa pregevole denominazione.

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Cucina casalinga… E vi si apre un mondo che è poi racchiuso nel bel menù che svaria dalla terra al mare offrendo materie prime selezionate come si farebbe in casa altrimenti che cucina casalinga sarebbe. Solo che qui vi trovate in tavola dal vitello tonnato alla carbonara passando all’amatriciana: piano però perchè le porzioni sono abbondanti, come si fa in casa, insomma.

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Non solo menù di terra, tuttavia, ma anche di mare e allora gli spaghetti allo scoglio, abituali sicuro, ma qui mai banali.E poi ancora la classica frittura e la grigliata mista di pesce.

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“I piatti – Carolina Guarnieri ci tiene a sottolinearlo – sono preparati al momento dell’ordinazione: compresa la pasta, sempre al dente”
I prezzi? Competitivi e in linea con quella che è la filosofia dell’essere trattoria con cucina casalinga. Piuttosto, l’ambiente? Intimo anche se informale: una ventina di coperti “Che rendono l’atmosfera molto intima adatta a coppie in cerca di tranquillità” assicura ancora la titolare di Pit Stop.

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Se passate da quelle parti dite che vi abbiamo mandati noi: la cortese accoglienza che caratterizza il locale, lo sarà ancora di più. Ah, a proposito: però ci siamo dimenticati di chiedere perchè Pit Stop…Lo faremo la prossima volta.

LO SCABECCIO: TRADIZIONE CON GUSTO

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Lo Scabeccio di Sestri Ponente

Siamo stati in diverse stagioni in questo locale di Via Oliva 42r. a Sestri Ponente, zona ospedale Padre Antero Micone tanto per intenderci.  Diciamo subito l’unica nota stonata che c’entra poco o nulla con il ristorante: trovare un posteggio è impresa non facile, quindi armatevi di pazienza e partite per tempo.

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Acciughe in carpione

Locale molto tipico con una grande sala che ci ha colpiti in modo particolare. Entreè con una tazzina (da caffè…) di gustoso brodetto di mare.  E’ un segno caratteristico del locale. Ronzezzi in umido  e acciughe in scabeccio (come potevano mancare)

Ronzezzi in umido
Ronzezzi in umido

Tutto pesce ben cucinato e servito in modo convenientemente veloce. Grande muscolata con ottimo prodotto fresco e confezionato come da tradizione come intermezzo. Un primo (abbondantissimo) di taglierini con un leggero sugo di crostace.

Taglierini e crostacei
Taglierini e crostacei

Eccellente la scelta dei vini.

fritto misto scabeccio

Fritto misto molto leggero senza unto in sovrabbondanza. VOTO 7,5