slow fish

Slow Fish 2015 va alla ricerca degli
‘eroi del mare’ per cercare di cambiare rotta e salvare il mare.
Alla manifestazione di Genova uno dei protagonisti sara’ il ‘lupo
di mare’: i 24.000 pescatori che lavorano a bordo dei
pescherecci, un settore che ha perso 18.000 posti di lavoro.
Eppure si calcola che per ogni posto di lavoro in mare se ne
generino in media 3 a terra. Il suo identikit e’ quello di una
specie a rischio, che sta invecchiando, che non attrae giovani
ma impiegati stranieri. Le loro parole animano i Laboratori
dell’acqua e arricchiscono di saperi, e non solo materia prima,
i Laboratori del Gusto.

Slow Fish_Davide Scabin-X2

A Genova tra glieroi del mare c’e’ anche il consumatore,
ovvero la donna (o l’uomo) piu’ potente del mondo. Grazie alle
proprie scelte di acquisto il consumatore e’ infatti in grado di
incidere sul modello di produzione alimentare. Acquistare specie
a rischio o esemplari sottotaglia, gravare sugli stock in
sofferenza o scegliere il pesce azzurro del Mediterraneo, sono
semplici alternative che sui grandi numeri possono fare la
differenza sul futuro dei nostri mari. Secondo gli ultimi dati
Ismea, complice anche la crisi, le famiglie italiane si stanno
orientando verso scelte piu’ sostenibili: nel 2014 hanno
consumato piu’ pesce fresco, nello specifico sardine, polpi (+6%)e alici (+1%).

Asta del pesce_Panoramica-X2
Tra i protagonisti c’e’ anche lo chef, il miglior comunicatore
enogastronomico e grazie al suo lavoro opera in contatto diretto
con chi il cibo lo apprezza. Il suo ruolo e’ fondamentale per la
salvaguardia della biodiversita’ agroalimentare.
A Slow Fish ci sono anche il pescivendolo, ovvero il miglior
alleato della dispensa e del portafogli, la persona a cui
chiediamo consigli sui pesci da acquistare.

Stand Slow Food Editore-X2