Da qualche giorno, su Facebook, e dove se non lì direte voi, funziona un “gruppo chiuso” che raccoglie il Gotha della ristorazione genovese. Ma attenzione, non pensate di intrufolarvi e “sbirciare” qualche ricetta…Il gruppo è chiuso agli chef, a meno che non siano proprietari.
Ora , non è certo il caso di scomodare Dante e l’Antinferno, ma la scritta che campeggia a guida di monito all’ingresso web del gruppo “Ristoratori Genova“, se non suona come un monito, più o meno bazzica da quelle parti.
Dedicato solamente ai proprietari di ristoranti di Genova (per ora …). Cerchiamo di darci una mano a vicenda. Condividiamo le cose belle ed anche quelle brutte, chiediamo consigli, organizziamoci per migliorare tutti.
A vergarla, non sulla pietra , ma sui codici binari tanto cari a Zuckerberg, sono stati Monica Capurro  e Andrea Giachino, ristoratori e proprietari del Santamonica.
Già alle prime avvisaglie il successo del gruppo è apparso evidente. Come dire che se andate a scorrere l’elenco degli aderenti, più o meno sarà come avere per le mani le pagine gialle del buongusto.
Volete qualche nome? Paolo Barresi, Fortunato Di Marco, Stefano Di Bert, Massimo Travaglini Alberto Lovisa, Moa, Cristiano Murena, Giorgia Losi, Marcello Divano, Giorgio Bove, Bogo, Matteo Losio, Congia, Rossocarne, Luca Collami,Ivano Ricchebono, Mirco Cogo, Carmine Vaccaro, Simone Vesuviano, Davide Cannavino, Andrea Scala, Mattia Congia, Julian Mane, Roberto Panizza, Carlo Gaggero, Stefano Blè, Maurizio Pinto  . Non ce ne vogliano gli esclusi, ma visto che il gruppo è work in progress qualcuno, mentre stiamo scrivendo, ce lo siamo già perso per strada.




“Ristoratori Genova ” per fare che cosa? Così ci risponde Monica Capurro “Si tratta di un’ unione di ristoratori. L’unione fa la forza. Dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri….Essere solidali, fare gruppo….Fare cose insieme…Fare squadra, essere una forza ed essere importanti. Volgiamo dare voce al nostro settore, avere voce in capitolo. Insomma, fare e aiutare.”
A giudicare dalle premesse,ma anche dalle promesse,  appare chiaro che non è sprecarsi dire: “Restare sintonizzati”.