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Preparata a casa, fatta arrivare a domicilio o gustata in pizzeria, la pizza è un patrimonio di sapori ai quali difficilmente sappiamo rinunciare.
Visto che è un alimento molto vicino a noi, sarà però buona cosa tenere a mente alcuni accorgimenti per distinguere un prodotto “farlocco” da uno di qualità , per non rovinare una bella serata a base di uno dei prodotti italiani per eccellenza.




Paste surgelate in pizzeria? Succede…
Leggete attentamente i menu. Ci sono molte più pizzerie di quelle che possiate pensare che utilizzano dischi di pasta surgelata. Controllate anche le scritte più piccole nei menu e le liste degli ingredienti che sono obbligatorie. Solo così capirete se la pizza che vi apprestate ad ordinare è fatta in pizzeria…
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Surgelato: si fa…
Se vi capita di acquistare le pizze surgelate al supermercato, date sempre un’occhiata al luogo di produzione e alla lista degli ingredienti. Speso una lista breve, corrisponde ad un’ottima qualità.
Il forno in pizzeria
La camera di un forno alla giusta temperatura non è pervasa da fumi neri che possono poi aggredire la pizza. Per questo i forni vengono accessi prima del servizio per arrivare alla giusta temperatura.
Le ceneri no…
Il piano di un forno non pulito si riempie di farina che poi brucia per le alte temperature. Queste ceneri poi finiscono nel piatto che noi andremo a degustare.
Un bravo pizzaiolo pulisce frequentemente il forno, evitando di lasciare troppa farina intorno al disco della pasta che poi andrà a bruciarsi all’interno della camera. Stesso discorso per gli altri ingredienti che cadono fuori dalla pizza.
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Olio d’oliva e nient’altro
Talvolta nelle pizzerie vengono utilizzati olii di semi al posto di quello d’oliva.Fatevi portare la bottiglia in tavola e conditevi la pizza da soli.
Con le regole in tasca
Esiste un disciplinare della pizza perfetta. Annotatelo mentalmente e poi verificate sul campo.
http://www.pizzanapoletana.org/public/pdf/Disciplinare_AVPN.pdf
La qualità è degli ingredienti
Siamo la patria della mozzarella e ne importiamo quantità industriali. Non vanno assolutamente nella vostra pizza: costano poco, è vero, ma la qualità si paga.
Il pomodoro, altro componente esenziale, deve essere di prima qualità e di produzione nostrana.
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I salumi: se non li cuoci è meglio
Il prosciutto crudo non si cuoce mai: lo si mette alla fine. Il prosciutto cotto lo si può utilizzare per la preparazione di  dcalzoni o pizze farcite:  in questo modo la qualità del prodotto sarà correttamente preservata. La pancetta è meglio inserirla in cottura al termine in modo che “crocchi” piacevolmente e non indurisca. Da cruda è corretto  metterla sulla pizza appena uscita dal forno in modo che il grasso si sciolga in modo piacevole. La salsiccia fresca può cuocere tutto il tempo : se sbriciolata conferisce un gusto particolare alla pizza. Quelle stagionate vanno inserite al termine della cottura. Il salama non va mai cotto ma inserito alla fine fuori dal forno, altrimenti divenat salato. La mortadella non va mai cotta se non nei calzono o nelle pizze farcite. Gli insaporitori: oli aromatizzati, piccanti, si possono cuocere ma cambieranno forma diventando oleosi o si possono inserire in tavola.
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La farina: un po’ di fantasia
In italia l’80% del mercato consuma farine di tipo zero o doppio zero, che sono quelle con più contenuto di glutine e più ‘facili’ da utilizzare. Sono anche quelle però più lavorate che alla fine contengono meno alimenti nutritivi.
Privilegiate perciò quelle di altri tipi, a partire dall’integrale.
Parlate una volta con il pizzaiolo




Se parlate con il pizzaiolo vi rendete subito conto di dove siete. Se la pizzeria è di vostra fiducia o vi ci recate spesso, non sarà difficile. Dimmi come impasti e ti dirò chi sei…
La pizza a casa
Resta da ricordare il pericolo dei cartoni non a norma nel caso in cui abbiate deciso di portare la pizza a casa: devono essere di cellulosa e mai di componenti riciclati: sì al bianco, no al grigio.

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