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di FLAVIO SCALPELLO

A lasciar cadere ogni equivoco sulla questione terminologica che riguarda la preposizione articolata, non è che il sostantivo “pacco”.
Che poi provenga, o sia originario, dalla bassa Italia, poco importa all’ emigrante “terrone” che vive a Milano. Lui sta sdraiato a fare il riposino pomeridiano o è immerso nel lavoro più faticoso, nello studio: che trilli il campanello o che a farsi sentire sia il corriere espresso, non fa differenza.

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Diventa,  in un battito di ciglia, l’uomo più felice della terra nel vedere  quei sei pannelli di cartone che racchiudono le sue origini.
Si, perché, quello di cui stiamo parlando, non è soltanto un “pacco”, ma è un agglomerato di gioia recapitata per mezzo postale in 24 ore.   Un po’ come pensare di rivivere ogni esperienza sensoriale già vissuta a casa. Come riempire un’ampolla di vetro dell’aria respirata in famiglia e riaprirla ogni qualvolta si avverte il bisogno di ripercorrere quel momento!

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Personalmente posso spiegare la mia esperienza.
Sono un Salentino che, per necessità, vive a Milano, e, devo dir la verità, nonostante sia qui da parecchio, coi gusti del palato “Nordista” non mi sono ancora ambientato. Sarà che non  vado matto per la tradizione culinaria meneghina, sarà che sono un po’ provincialista e un po’ troppo nostalgico, ma, sento continuamente il bisogno di ritornare a casa per riassaggiare le prelibatezze della mamma.

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E, quando purtroppo non mi è possibile soddisfare questo bisogno ci pensa la mamma Adele a farmi sentire “al” Sud . Ed ecco che ,aprendo quel famoso “pacco” ricevuto da lei, mi si spalancano agli occhi auree visioni: “rustici”, “pitte di patate”, “Rape ‘nfucate” ,” Pasticciotti”, vasetti ricolmi di carne di cavallo“alla pignata”, verdure, verdurine di campagna , torte rustiche e chi più ne ha più ne metta!
Tutto ciò che sognavo di notte.
Insomma,in fin dei conti: a cosa serve ricordare o sognare? A cosa serve soffrire? A cosa serve l’Alta Velocità, se hai ricevuto un pacco “DEL/DAL” Sud da mammà?

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RICETTA PITTA DI PATATE

INGREDIENTI:

600 gr di patate

300 ml di passata di pomodoro

un vasetto di pomodorini ciliegini

una cipolla

un peperone

una manciata di capperi (la quantità è a vostro piacimento)

olio q.b.

sale q.b.

10 olive verdi

origano q.b

3 uova

un pizzico di pepe nero

100 gr di parmigiano grattuggiato

prezzemolo q.b.

200 gr di pane grattuggiato

1 mozzarella

100 gr di prosciutto cotto

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PROCEDIMENTO:

Iniziate lessando le patate. Nel frattempo preparate il sughetto, quindi fate il soffritto con la cipolla sminuzzata e il peperone a dadini. Aggiungete la passata, i pomodorini ciliegini, un filo d’olio, una parte di capperi ed un pizzico di sale e fate cuocere per 45 minuti circa a fiamma bassa.

Nel frattempo se le patate sono pronte, sbucciatele e tritatele con il passapatate ottenendo quindi un composto omogeneo. Al composto di patete aggiungete 3 uova, i capperi rimanenti, il pepe nero, il parmiggiano grattuggiato, il prezzemolo, il pane grattuggiato ed il sale. Impastate bene il tutto.

Dividete in due parti l’impasto. Oliate una pirofila di medie dimensioni ed adagiatevi metà impasto di patate ben steso. Dopodichè prendete il sughetto dal fuoco e distribuitelo sul primo strato di composto di patate in maniera uniforme. Sminuzzate il prosciutto cotto e la mozzarella ed aggiungetelo allo strato che avete preparato, insieme alla manciata di olive verdi. Successivamente stendete il secondo strato di composto di patate. Spolverizzate un po’ di pane grattuggiato sopra e se volete renderla ancora più gustosa spolverizzate anche un po’ di parmiggiano.

Mettete in forno a 180°C per 45 minuti circa.

Un consiglio: si conserva benissimo anche in frigo se ne rimane qualche porzione. Anzi il giorno dopo è anche più buona.