Veronica Gareffa
 di Veronica Gareffa
L’ultima volta che mi sono recata al Toe Drûe, a Sestri Ponente, in Via Carlo Corsi, 44r, il dopo l’intervista è stata una piacevole chiacchierata con lo chef Christian Sangermano. Si stava parlando di come quella ligure sia una delle diete più equilibrate combinando nel modo giusto i cibi grassi con quelli salutari.
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A quel punto  a lui viene in mente di mostrarmi un’applicazione sul suo tablet. Nuna (Acronimo di “Nutritional Navigator”) è stata ideata per far sì che la gente abbia, a portata di mano in ogni occasione, una guida nutrizionale ispirata alla dieta mediterranea. Il progetto Nuna è frutto di anni di lavoro, ed è stato realizzato dalla start-up Nunacode Srl, fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli.

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Alessandro Tozzi e Alessandro Casini
L’applicazione, disponibile su Google Play e Apple Store, si presenta con una classica piramide alimentare che rappresenta, dal basso verso l’alto, gli alimenti che si possono mangiare in grandi quantità fino a quelli che bisogna limitare il più possibile, quindi la base è costituita da frutta e verdura, mentre il vertice gli alcolici.
Quando si fa la spesa, si inseriscono nella piramide gli alimenti desiderati e, per farlo, ci sono tre modi: scegliere tra le categorie della piramide, scannerizzare il codice a barre del prodotto oppure digitare il nome dell’alimento nel campo “cerca”. In seguito l’applicazione analizzerà ciò che si è acquistato al supermercato e, con un punteggio da zero a quattordici, dirà quanto è equilibrata la spesa.

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È anche possibile scoprire se un alimento è consigliato o meno, con un metodo molto semplice e intuitivo: i colori del semaforo. In partenza, tutti gli alimenti sono verdi (consigliati) o gialli (permessi), ma alcuni possono diventare rossi se la spesa è sbilanciata. Ad esempio, la cioccolata, che inizialmente è gialla, diventerà rossa se nel carrello ci sono già troppi dolci.
Nuna è utile anche per i negozi e per i ristoranti: grazie al sistema di geolocalizzazione, si possono scoprire i posti più vicini per trovare il prodotto che si desidera, magari con una marca specifica. Christian ha spiegato che, ad esempio: “Se al Toe Drue un cliente assaggia un vino che gli è particolarmente piaciuto, basta che scannerizzi il codice a barre sull’applicazione per sapere in quali negozi, ristoranti o enoteche può trovarlo di nuovo.”
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Infatti il progetto prevede di applicare questo sistema anche ai ristoranti. Come? Inserendo il codice a barre nei menù, affinché il cliente, tramite l’applicazione, possa fotografarlo e spedirlo all’associazione SINU che in breve tempo informerà della quantità di calorie immesse.
Per il momento Nuna è scaricabile per un utilizzo più personale, ma l’idea di estenderla sembra avere buone possibilità: il 2016 è alle porte.