Sostanza e passione di gente seria per una cucina che diverte seriamente . Potremmo anche chiuderlo qui il nostro resoconto dopo la visita che abbiamo voluto dedicare alla Locanda degli artisti  . Ma non sarebbe corretto non trasmette e spiegare certe sensazioni di cucina che abbiamo provato la soglia  di questo locale dove il pesce viene declinato con rassicurante mestiere.

 

Cortesi e non guasta mai 

Intanto la cortesia e la disponibilità: che non si mangiano ma si apprezzano. Subito uno sguardo alla carta dei vini, perché sarà poi questo il paradigma della nostra visita: nessuna punta, nessuna caduta e tante ricerca della sostanza ad un prezzo equilibrato con bottiglie che non scendono sotto i 16 euro e non salgono oltre i 30 euro. Lasciatecelo dire: ci vuole ricerca per muoversi in questo, oculato , modo . Ci ha fatto piacere rilevare questa “cura” nei confronti del cliente che può trovare qualità senza imbarazzi.




Il wi-fi ottimo e il locale in discreta vista

In tema di servizi, occorre dire che il locale non è subito di pronta visibilità, ma l’insegna , ben illuminata, una sua certa notorietà passata e l’approdo comunque non difficile lo fanno agevolmente scoprire appena imboccata la via Assarotti. Complimenti per il servizio wi-fi che, piaccia o meno ai puristi, è sempre molto ricercato dai clienti: ottima la ricezione.

Il menù ci ha intrigati e poi rassicurati

Ci piace constatare la freschezza della proposta , rispetto all’antipasto di mare. Temperature ideali tra le proposte di caldo e freddo. Nessuna imperfezione rispetto ai crostacei proposti per questo tourbillon di assaggi che, a richiesta, ci è stato concesso.

Una cucina di coscienza

Doppio assaggio di primi con “paccheri gamberi e salsa di pinolI” e “taglierini al nero di seppia su burrata”. L’impiattamento è rigoroso, la qualità della proposta eccellente. Scendiamo nel dettaglio e allora diciamo dei pinoli che non perdono retrogusto nella salsa a causa di invadenze percepibili. Il tagliero nero, perfetto nella cottura, non tradisce le attese, proponendo un pomodorino compatto e per nulla acidulo. Dagli appunti rileviamo che ci siamo annotati al capitolo di cui sopra: “Una cucina di coscienza” per la Locanda degli artisti.

Superata  la prova frittura

La frittura che ci viene proposta è piuttosto complessa nel suo insieme. Ci sono bei giochi di sapori con un carciofo che avrebbe richiesto, forse, un minuto in più di attenzione per completare un ‘armonia davvero confortante. Non ci sono eccessi  d’olio e si sente la “rotazione” del liquido di frittura in termini di adeguatezza alle esigenze palatali.
Insomma non si “ciurla” nel manico dimenticando il cambio d’olio a discapito della digestione del pellegrino di turno. Non ci può essere frittura valida se non esce ad un certo prezzo. Sotto i 15 euro: astenersi please, tra i 12 e i 15 navigare a vista o avete a che fare con un buon Samaritano. Nel caso il prodotto finale è ricco ed affidabile.

Il dolce è in fondo a la Locanda degli artisti

Salvo casi riconosciuti, diffidiamo dei dolci proposti al ristorante: o si fa il cuoco o il pasticcere, senza troppi giri di parole. Dall’ampia scelta, andiamo a prelevare la semplicità sotto forma di una crostata di frutta molto molto lineare. Rileviamo il consistente, appagante, mix di sapori tra la frolla, molto lieve, e gli umori della frutta aromatizzanti in modo, per noi, soddisfacente.




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Fabio & Micky sono i due autori di questa recita che ben viene espressa dalle molte foto di artisti famosi appesi ai muri di un locale molto sobrio, ampio e con i tavoli ben distanziati tra loro. Padroni di casa appassionati e piacevoli, con uno spiccato senso dell’ospitalità intesa più all’amichevole sostanza che al pirotecnico stupore. Hanno iniziato questa avventura dal settembre scorso chiedendosi ” Che cosa avrebbero potuto offrire alla clientela, rispetto a ciò che loro avevano desiderato sedendosi da clienti ?”, che non è un cattivo modo di partire per chi pensa che la cucina una forma d’arte che abbia come galleria una “Locanda degli artisti”.

 

 

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