Cristina Capacci, giornalista televisiva genovese, ora è negli Stati Uniti. Per Zena a Toua ci racconterà come viene vissuto il “food” negli States. Ogni settimana i suoi reportages esclusivi dagli Usa. A raccontarci la Liguria del cibo Oltreoceano. 

 

 

 




I reparti dei surgelati nei supermercati Americani sono enormi! Qui si surgela “la qualunque”. La cosa mi ha da subito incuriosita e immediatamente mi sono informata sulle abitudini locali. In realtà i cittadini statunitensi consumano surgelati  come gli italiani : ma diverse sono ovviamente le abitudini e i gusti. Secondo l’ultimo Rapporto sui Consumi dei prodotti surgelati, realizzati dall’IIAS – l’Istituto Italiano Alimenti surgelati-il 90% delle famiglie del Bel Paese consuma prodotti del banco freezer, dato equiparabile al 95% registrato negli Stati Uniti.
E’ pur vero che non esisterebbero il freezer e l’industria dei surgelati senza Clarence Birdseye. Uno  statunitense doc, e ideatore della famosissima marca americana Birds Eye che vende in Europa e in Italia con la Findus.
In realtà i cibi si conservano al fresco già a partire dal 1000 a.C, quando i cinesi mettevano le merci in cantina riempite con il ghiaccio, ma fu proprio Birdseye che nel 1927 brevettò il suo freezer. Un precursore dei moderni congelatori, che gli permetteva di congelare il cibo fresco senza rovinarlo. Nel 1930 lanciò sul mercato la prima linea di prodotti surgelati.
Perlopiù si trattava di  merluzzo, carne, frutta e verdura ma fu solo negli anni ’50, quando la maggior parte dei supermercati oltreoceano aveva un reparto surgelati, che cominciarono a spopolare in America i pasti pronti surgelati. Nel 1954 la Swanson lanciò sul mercato il Tv dinner ( che ahimè esiste ancora ora) , con vassoi di pasti surgelati a 98 centesimi di dollaro usando il tacchino rimasto invenduto in azienda dopo la Festa del Ringraziamento.
In Italia la cultura del cibo surgelato, che non è quello congelato ,  è arrivato molti anni dopo. All’’interno di una così ampia cultura gastronomica i surgelati si sono inseriti con un po’ di fatica nella nostre abitudini alimentari.  Ma, visti gli ultimi dati dell’IIAS, risulta che nel 2017 i consumi siano addirittura aumentati di circa il 3%.
Resta il fatto che nei “supermercati di casa mia” non ho mai visto tanti surgelati, ma soprattutto una tale quantità e varietà di pasti pronti nel banco freezer. Come ci si può aspettare negli Usa le ricette italiane sono quelle preferite. Si passa dalla pasta con meatballs con tanto di confezione tricolore, agli gnocchi al pesto già impiattati fino ad ogni genere di pizza, commestibile o meno, e senza farsi mancare le fettuccine Alfredo con o senza chicken.

 

Pollo, carne, hamburger già nel pane con tanto di salse e insalata o pesce di tutti i tagli e cotture hanno poi degli incredibili packaging che spesso permettono di cuocere il pasto in molti modi ma il microonde qui è il più gettonato.
Insomma un mercato pazzesco quello dei prodotti da freezer e dove secondo una ricerca di Packged Facts più dell’85% degli americani compra soprattutto gelati. Vista la dimensione delle confezioni del dessert al cucchiaio, non c’è da meravigliarsi.

 

Ci sono vaschette da 5 kg con gusti e colori mai visti prima ma soprattutto con ogni tipo di tappings in commercio. Insomma inoltrarsi nei lunghissimi corridoi dei supermercati americani tra gli enormi banchi freezer richiede buona forma fisica, coraggio e un’attrezzatura adeguata viste le temperature polari…insomma poi ci sarà pur meritati un gelato al gusto dentifricio con succo di arancia? No forse no!