Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, è sposato e padre di due figli. E’ cultore di storia, e collabora con diverse riviste e periodici . E’ inoltre apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Ha pubblicato “Taccuino su Genova” (2016) e “Madre di Dio”(2017).SALUCCI SUL WEB

 

 

 

 

 




La pesca in Liguria poco amata dai Liguri

Abbiamo scritto più volte di come i liguri non siano mai stati mangiatori di pesce, privilegiando alimenti farinacei , in particolare la pasta, torte di verdura, di come il grano sia sempre stato alla base della dieta della mensa genovese.
I genovesi odiavano il lavoro manuale, in particolare quello del pescatore, relegato abitualmente ma mai a livello industriale, agli strati più’ poveri della popolazione. Nel diciannovesimo secolo le cose cambiarono. I bagni di mare e l’afflusso di turisti dalla vicina Costa Azzurra, ma anche dalla Lombardia e dal Piemonte, costrinse ad offrire del pesce ai turisti di passaggio. I genovesi si accorsero di avere del pesce di altissima qualità. Il Mar Tirreno ha acque piuttosto fredde, profonde e vorticose. Il pesce che vive in queste condizioni è costretto a continuo movimento ed è di conseguenza pressoché privo di grassi. Nasce così la lavorazione “alla ligure” del pesce per servirlo e presentarlo sulle tavole ai foresti.

La pesca in Liguria: ci pensano i siciliani

 Restava da trovare il personale per pescare, ma il problema si risolse spontaneamente con il fenomeno della migrazione in Liguria da regioni come la Sicilia, la Puglia, la Calabria di indigenti che giungevano ed al loro paese avevano sempre praticato la pesca. Il genovese continuo’ a prediligere i suoi piccoli laserti (sgombri) fatti in padella magari con piselli, oppure il “luasso” (lupo di mare) pescato con lo spinning alle foci dei fiumi e poi bollito.