Matteo Basile, giornalista professionista, di Genova, attualmente redattore de “Il Giornale”. Dopo una lunga militanza nella carta stampata e nell’emittenza televisiva genovese, adesso vive e lavora a Milano. In rampa di lancio, non ha però dimenticato le sue origini all’ombra della Lanterna. origini che, dal punto di vista gastronomico, hanno numerose declinazioni. Lui, tuttavia, non ci ha nascosto la sua passione per la focaccia e l’ha voluta raccontare a Zena a Toua con un suo omaggio. 

 

di Matteo Basile *

 

 

Calda, fragrante, morbida ma al tempo stesso croccante. Con un gusto che esplode al primo morso. Una dipendenza. Una necessità. Dite quel che volete ma se a un genovese trasferito a Milano chiedete quale sia la cosa che manca di più (famiglia a parte, si intende) risponderà sempre e soltanto una cosa: la focaccia. (Del mare non ne parliamo nemmeno, è sottinteso).

 

focaccia genovese, focaccia morbida, ha molti estimatori e luoghi dove è possible trovarla.
La focaccia genovese ha i suoi estimatori ovunque
Un’ assenza fisica fortissima e difficile da colmare. Perché girando per la città quella che viene spacciata per focaccia è in realtà più simile a cartone pressato, a compensato o a un banale pane con una forma bizzarra. Ma la focaccia, quella vera, non c’è. Manca, tantissimo. Eppure… Cerca e ricerca, prova e rimani ogni volta deluso alla fine, ecco il miracolo, proprio dove non ti aspetti. Esattamente sotto casa, zona Chinatown, ecco un panificio a conduzione familiare. Quella sul bancone sembra quasi focaccia e il cartellino recita proprio “focaccia”. Mah…” Dai, diamole fiducia, proviamo questo cartone mascherato”. Compro, incarto, assaggio. Fermi tutti.




Attenzione. È focaccia! Quella vera! Sicuramente non la migliore che si può assaggiare sotto la Lanterna ma di certo nemmeno la peggiore, anzi. Buona, davvero! Incredibile, esiste, anche qui! Piccoli vizi. Loro sanno che sono genovese, si sentono in dovere di riservarmi un trattamento di favore e quel “aspetta che te la diamo calda appena sfornata” ogni  volta che ne chiedo un pezzo, lo prendo come una coccola ma, tutto sommato, anche come un piccolo diritto acquisito. E così, la mia Genova sembra un po’ meno lontana.

 

*Matteo Basile (redattore Il Giornale)