Cristina Capacci, giornalista televisiva genovese, ora è negli Stati Uniti. Per Zena a Toua ci racconterà come viene vissuto il “food” negli States. Ogni settimana i suoi reportages esclusivi dagli Usa. A raccontarci la Liguria del cibo Oltreoceano. 




 Le famosissime Fettuccine Alfredo, ECCO LA RICETTA,  in Italia sono semi sconosciute, anzi molti pensano sia un’invenzione statunitense. E invece no,perché i natali di questo popolare piatto, che si trova ovunque negli USA, li si deve ad Alfredo Di Lelio, di Roma, che nei primi del 900 l’ha reso popolare .

Giovane ristoratore di via della Scrofa, preparo’ per la moglie debilitata dalla gravidanza un piatto semplice e gustoso: fettuccine sottilissime all’uovo con burro e parmigiano. Le fettuccine,  mantecate con l’acqua di cottura,  diventavano una crema. Vista la ripresa miracolosa della donna Alfredo decise quindi di metterle in carta.
Fu dopo la visita di due attori del cinema americano (Mary Pickford e Douglas Fairbanks), a Roma in viaggio di nozze, che il destino delle fettuccine di Alfredo cambio’. Entusiasti della prelibata pietanza, una volta tornati in patria pubblicizzarono moltissimo il ristorante di via della Scrofa e spedirono in dono ad Alfredo due posate d’oro con inciso “To Alfredo, the king of tre noodles” .
Mary Pickford
Il ristorante divenne quindi meta prediletta delle star del cinema dell’indimenticabile Dolce Vita romana. Un fatto che contribuì  a rendere il piatto famoso oltreoceano. Ma anche molti vip italiani del tempo si dice ne fossero ghiotti, Gabriele D’ Annunzio ad esempio. Pensate che il 7 febbraio si tiene il National Fettuccine Alfredo day, a  Roma e negli States.
Ovviamente da Alfredo, in via della Scrofa a Roma si continuano a mangiare le Fettuccine, anche se ora i ristoranti sono due perché il “Vero Alfredo” si è spostato negli anni 40 in Piazza Augusto dove a continuare la tradizione ci sono i nipoti.
Quindi, eccetto che  nei due ristoranti romani e negli Stati Uniti, le “Fettuccine Alfredo” non si mangiano da nessun altra parte. O per meglio dire… Abbiamo l’abitudine di chiamarla   semplicemente pasta al burro e grana.  Anche sulle nostre tavole diventa ‘spesso un salva-cena,  un piatto da mangiare quando si sta poco bene: del resto la ricetta è nata per quello…




Beh, qui poi gli Americani hanno messo del loro.  Alla pasta Alfredo, oltre a molto burro e Parmesano, aggiungono una base di besciamella per poi, a volte, arricchirla con pollo, gamberi e chi più ne ha più ne metta.
Come ci si può immaginare non ho mai ordinato in un ristorante, qui a Boston, questo prima piatto. Tuttavia è spesso  presente nei menù dei ristoranti italo-americani ( a circa 20/25 dollari). Per quanto rigurda la pasta non credo  sia fatta a mano.
Si dice che gli Americani lo ritengano un piatto delle feste,  che lo cucinino in occasioni speciali …. Mi auguro solo non usino i condimenti già pronti che mi è capitato di vedere in vendita.
Se Alfredo vedesse la poltiglia giallognola che porta il suo nome, e con la quale  condiscono la pasta , forse si pentirebbe di aver creato un mito culinario divenuto negli anni un must del tarocco gastronomico della tradizione.