La semola unisce i popoli del Mediterraneo e ben lo sanno i Genovesi che nello SCUCUZZUN, parte essenziale per un minestrone genovese come da tradizione, hanno un amico di lunga pezza. Dal ceppo ne deriva un nobile  cous cous che quando incontra la mano felice di PAOLO ROMEO, chef di “Ristorante Shalai _ Siciliano contemporaneo”, ritrova per incanto la sua regalità.

Sono state due le serate organizzate dai fratelli Fortunato e Vincenzo di Marco di Don’ Cola presso il ristorante di Valletta Cambiaso, nel cuore del genovesissimo quartiere di Albaro.

Due appuntamenti, il secondo su richiesta visto il “il sold out” di quello d’esordio.  Ben sette portate, una scommessa giocata intorno al cous cous. Un ingrediente  che, nell’ultimo periodo, è entrato nelle fantasie dello chef messinese fresco campione italiano al CousFest di San Vito lo Capo, a Trapani.

 

 

 

E proprio dal piatto “scudettato” si è aperta la sfilata dei piatti. Il “cous cous tricolore”, vincitore con il titolo di “Viaggio in Sicilia”, inteso come espressione di tutti i sapori ( e i saperi) della terra d’origine.

A seguire una coinvolgente “Insalata di mare di cous cous”. Piatto dove il tonno, leggermente scottato, mette al centro il Mediterraneo che si guarda da costa a costa.

 Un piatto povero come la lampuga si eleva al rango  di protagonista nel “Tortino di cous cous con tartare di lampuga caponata e acqua di caponata”. Con il succo della caponata  filtrato e bevuto al termine per cementare gli umori.

A questo punto occorre fermarsi un attimo. Nella successione dei piatti, opportunamente spiegati con competenza ai commensali dai fratelli Di Marco, arriva la “Zuppa di triglia con cous cous al lime”. Un piatto apparentemente semplice ma di cui poi Paolo Romeo ci racconterà, poi,  un’intrinseca complessità. Una fusione perfettamente riuscita tra l’essenza della triglia, donata in tutta la sua purezza, al vero protagonista della serata : il cous cous.

 


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Intenso ed asciutto, molto mediterraneo l'”Arancino di cous cous beccafico” con la preparazione particolare a fondersi con una Sicilia che sempre torna nel discorso sul gusto di Paolo Romeo.

 

Al dolce, sono  due le proposte: “Il tiramisù di cous cous”, dove il caffè di base “incoccia” in modo importante con la semola, disegnando sul fondo una gelatina che sostiene gli altri strati serviti a bicchiere.

 

 

 

 

E poi , per finire, “Il cous cous diventa cassata” con i richiami del celebre impasto siculo a  lambire una striscia di semola. Come due terre, una di fronte l’altra, che si guardano e si misurano per tradizioni e per gusto.