Alberto Podestà designer , art director, autore. Ha disegnato per importanti industrie e abili artigiani. Le sue realizzazioni sono vendute e esposte in ogni angolo del mondo. Appassionato di arte, di ambiente e di storie. Naturalmente ottima forchetta!

 

Caffè al vetro, quella che potrebbe sembrare una nuova tendenza, una moda degli ultimi anni è in realtà una tradizione persino più antica di quella ritenuta classica che prevede l’uso di servire il caffè in tazzine di ceramica.

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Diciamo subito che questa abitudine ha delle zone geografiche ben definite che sono nell’area tirrenica tosco –laziale. A Pisa così come a Livorno fino all’ alto Lazio sorseggiare il caffè in un bicchierino di vetro è una normalità.
In epoche più difficili e in momenti di ristrettezze economiche il bicchiere trovava più consensi nelle case o trattorie più popolane a dispetto di servizi di ceramica o maiolica.
Habanera la nuova tazzina in vetro disegnata da Alberto Podestà per ” I Vetri di Sandro Bormioli” Altare Sv.
Ma esigenze storiche a parte cosa offre il vetro che la ceramica non dà? Sicuramente delle esperienze sensoriali che ben si sposano con le moderne teorie che sposano i colori del vasellame al grado di soddisfazione correlato al cibo.
Oggi i fautori del vetro sono convinti assertori che il vetro sia migliore per altri aspetti sicuramente più nobili, innanzitutto l’impatto visivo, il poter ammirare il contenuto consente di iniziare a gustare prima il caffè già a livello estetico, osservando il suo colore scuro e la consistenza della schiuma leggermente più chiara.




Un vero piacere per gli occhi prima ancora del palato!
In fondo se il vetro è l’ideale per altri alimenti a partire dal vino perché mai non dovrebbe andare bene per il caffè?
A questo punto a voi la conferma o meno la prossima volta che entrate al bar la parola chiave è: “ Caffè al vetro, Grazie.”