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Prà e basilico sono sinonimi di fatto se non in senso letterale. Logico, quindi, che i simboli della celebre salsa verde genovese trovino ospitalità in questa importante porzione di territorio del ponente genovese. Prova ne è che  presso la rotonda viaria all’incrocio tra via Taggia e via Prà, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’opera “La terra del basilico”, alla quale erano presenti il Sindaco Marco Doria, l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Crivello, l’assessore alla mobilità Anna Maria Dagnino e il presidente del municipio VII Ponente Mauro Avvenente.

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L’opera consiste in un grande mortaio con pestello, in granito bocciardato (del peso di circa 900 kg e delle dimensioni di cm 100 x 100x 110 di altezza), che interpreta l’attività produttiva locale esaltandone l’importanza e contribuendo a mettere in relazione le tradizioni della vecchia Prà con le nuove rotatorie che ridisegnano la viabilità della storica delegazione genovese: insomma il pesto genovese.
Per sottolineare il legame tra Prà e il pesto sono state invitati a partecipare alla manifestazione i produttori di basilico della zona.

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Le nuove rotonde o rotatorie, nate a seguito dei lavori del POR Prà Marina in luogo del vecchio tracciato dell’Aurelia sono quattro.

Nelle quattro rotatorie verranno quindi posizionate targhe che ricorderanno, con testi e fotografie, i toponimi storici di località che sorgevano nei dintorni e che sono andate perdute con la costruzione del Porto di Prà:

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– la “Rotonda Scoglio dell’Oca”, quella dove è stato collocato  il mortaio, rievoca uno scoglio del litorale dalla forma particolare, che gli anziani ricordano come luogo di pesca e tuffi che si trovava poco a ponente dell’attuale rotatoria.

Le altre sono la “Rotonda San Pietro”, la “Rotonda Muggio” e la“Rotonda Pontile”. A Prà il pesto è di casa.

 




Le foto sono di Francesco Millefiori 

 

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