Alberto Podestà designer , art director, autore. Ha disegnato per importanti industrie e abili artigiani. Le sue realizzazioni sono vendute e esposte in ogni angolo del mondo. Appassionato di arte, di ambiente e di storie. Naturalmente anche ottima forchetta.

Si sa che gli artisti sono sempre stati attratti dal bello e che amassero circondarsi di tutti i privilegi che la vita poteva offrirle in virtù della loro magnificenza e popolarità. Dimore agiate, belle donne, abbigliamento e profumi. Ma anche viaggi e villeggiature o altro ancora erano elementi caratterizzanti del loro vivere. Insomma  non solo spartiti, ma anche artisti e ricette.
Tra le preferenze vi era anche la buona cucina. Parliamo del  gourmet, spesso condiviso con amici e ammiratori.  Per alcuni di loro fu quasi una forma maniacale tanto da coniugare i loro nomi a ricette culinarie.

 

Così si deve la “Pasta alla Norma” dedicata all’opera omonima di Vincenzo Bellini. Ma anche  il “Cacciucco alla Mascagni”, o “L’insalata alla Rossini”. Da non dimenticare la famosa ricetta dei “Tournedos” ancora dedicati al Maestro pesarese.




Artisti e ricette, dunque. A proposito di Rossini celebre l’aneddoto che lo vuole piangente per tre volte nella sua esistenza, una dopo un solenne fiasco alla sua prima esibizione, la seconda dopo aver ascoltato suonare Paganini e infine per aver visto andare in acqua un suntuoso tacchino farcito di tartufi durante una gita in barca!
Ma da buoni genovesi non possiamo dimenticare che anche il “nostro” Nicolò Paganini non si risparmiò a questi piaceri, tanto da dedicare lui stesso una ricetta personale sul metodo di preparazione dei raviolii, un documento reso ancora più celebre per il fatto che è conservato presso la libreria del Congresso Americano.
E per chiudere questa breve ma spero interessante carrellata ancora un ricordo legato a un padre della musica, che ha a che fare con un prodotto alimentare ideato a Genova ancora oggi apprezzato.
 Qualcuno avrà sicuramente già inteso che sto per parlarvi della famosa brioche “Falstaff” prodotta dalla rinomata pasticceria Klainguti e battezzata proprio così in onore di Giuseppe Verdi che sembra fosse particolarmente affascinato dal locale e dalle sue deliziose delicatessen, tanto da farne una tappa certa durante i suoi soggiorni genovesi.

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