acciughe botte

 

La serata delle acciughe è arrivata. E a portarle in tavola , impanate e fritte e a volontà, è la Botte di Piazza Modena. E’ bastato che se ne parlasse e c’è stato il tutto esaurito. Lasciarvi senza acciughe? Nemmeno per idea perchè il giorno dopo si replica: e allora venerdì 24 luglio , sempre a partire dalle 19.30, la nuova serata delle acciughe con  Andrea Sala, grande cerimoniere del lanciatissimo locale di Sampierdarena, darà il via alle fritture ma non solo. In cucina la sapiente mano di Cristima Maini metterà a disposizione di amici e clienti :

Taglierini freschi al ragù di acciughe
Acciughe impanate e fritte a volontà!
Sorbetto al Limone
Acqua, vino della casa e caffè

Il prezzo fissato per la serata è di 25 euro. Ma fate presto:  la prenotazione telefonica è obbligatori allo 010.4031897.

 

 

LA BOTTE PIENA DI…GRANDE GUSTO

 

 

Abbiamo visitato in più occasioni La Botte di Piazza Modena, a Sampierdarena, e sono sempre state piacevoli sorprese. In primis la varietà dei menù che, intorno ad alcuni capisaldi come lo gnocco fritto, le torte salate e le acciughe soavemente impanate e fritte, Andrea Sala propone con studiata esperienza e Cristina Maini realizza con maniacale, benedetta mania, cura.

LA BOTTE

Un mix di novità e di solida tradizione che si ritrova anche nella storia stessa del locale. La mitica Botte, quindi, autentico gioiello delal cucina dei Settanta genovesi, poi caduta nel dimenticatoio ma riaperta e ripresa saldamente in mano dai suoi titolari dopo un restyling che l’ha trasformata in una gradevolissima bomboniera.

Ma dopo le atmosfere, veniamo ai piatti. Come detto abbiamo assaggiato molto dei menù proposti e allora andiamo ad elencare quelle che sono per noi le eccellenze fornendo, tuttavia, un consiglio metodologico: affidatevi alla cura di Andrea che vi verrà in soccorso per districarvi tra le piacevoli insidie di un menù ricco ed una cantina con vere punte di eccellenza.

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Per noi è il migliore che abbiamo assaggiato a Genova e gli diamo davvero un 10. E’ il gnocco fritto realizzato da Cristina che così tradisce in pieno le sue radici emiliane. Una cascata di salume e il gnocco voluttuosamente rigonfiato ma morbidissimo al palato. Troppa grazia ed abbondanza.

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Ravioli di stokke come primo con un condimento leggerissimo di olio e pomodorini freschi: un minimalismo che consente di assaporare il ripieno quasi a “culo nudo”: non c’è bisogno di altro.

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Lo confessiamo, ma abbiamo un’insana passione: quella delle acciughe impanate e fritte. Poche pretese, direte voi? Vi sfidiamo a trovarne di così morbidamente scottate dall’olio ma non dall’unto. E sulla freschezza ci siamo informati da Andrea su provenienienza ed acquisto del pescato.

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Al dolce non si comanda… E allora che sia Tiramisù, sobriamente realizzato da Cristina secondo una delle mille varianti della crema futurista. Il barattolino che lo contiene è un tocco di eleganza maa anche un contenitore che ne esalta la fragranza.

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Cediamo, ma per noi è un merito, al vezzo del “retrò” e allora come non apprezzare la proposta di un digestivo Camatti: pensavamo se ne fossero perse le tracce.

Per questo menù abbiamo scelto un Prosecco a tutto pasto di moderato impegno di ma di godevolezza palatale. Il tutto accomppagnato dalla squisita gentilezza e professionalità di Andrea Sala, già direttore dei megliori approdi genovesi e non solo. Poi la decisione, mai abbastanza benedetta, di tentare l’avventura in proprio con La Botte. Noi la consigliamo per la sua finezza , per la sana gestione del conto finale e per la possibilità di parcheggio.

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Quando Andrea prenderà la decisione di allineare  alcuni tavoli all’esterno, su Piazza Modena, il connubio tra la cucina e la rinnovata piazzetta su cui si affaccia il Teatro Modena stesso, sarà paradisiaco. Voto 8.